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lunedì 2 febbraio 2015

Coppa di yogurt a strati

Foto Mauro Padula; food stylist Pasquale di Bari
Si può parlare di cibo senza dare qualche ricetta? Apriamo dunque questa sezione partendo, secondo logica, da una colazione.

Una colazione al volo ma non sottotono, un dessert per gli amici a dieta stretta... Il continuo passaggio da una consistenza all’altra arricchirà l’esperienza del dietetico yogurt magro: con la spruzzata e l’aroma del cacao, la leggerezza del riso, la dolcezza dell’uvetta e il croccante delle noci, in una coppa a strati visivamente d’effetto, sembrerà di concedersi una piccola trasgressione. 


ingredienti
500 ml di yogurt magro
8 noci
8 cucchiai di mirtilli secchi o uvette
8 cucchiai di riso o farro soffiato
1 cucchiaino di cacao in polvere

Sgusciate e tritate grossolanamente le noci.
Coprite il fondo di 4 bicchierini trasparenti con 2 cucchiai di frutta secca ciascuno, fate uno strato di yogurt, uno di riso o farro soffiato e terminate con uno strato di yogurt. 
Spolverizzate con il cacao utilizzando un colino a trama molto fitta e cospargete di noci.

varianti per i gruppi
I tipi A, B e AB possono utilizzare lo yogurt al caffè o alla vaniglia, gli 0 lo yogurt di capra.
note 
Le noci contengono omega 3 e vitamina E, sono energetiche, antiossidanti e antinfiammatorie e, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, studi scientifici dimostrano che mangiarle almeno due volte a settimana aiuta a dimagrire. 2 cucchiai di farro soffiato corrispondono a circa 4 g, ovvero 13,5 calorie...   
Ricetta e foto tratte da Roberto Mazzoli ed Emma Muracchioli, Le ricette della dieta italiana dei gruppi sanguigni, Sperling & Kupfer, Milano 2014.

venerdì 23 gennaio 2015

Biblioteca Crescenzago - 17 gennaio 2015

Qualche scatto delle persone presenti nella Biblioteca rionale Crescenzago, a Milano.
Di cosa abbiamo parlato? 
Di cibo e diete, ovviamente, ma anche di stress e di tango, di forni, griglie e acrilammide, di cereali per l'inverno e di ricette per l'estate, di calcio, latte e sesamo. Insieme siamo migrati dall'Africa all'Himalaya, siamo entrati in laboratorio, nelle mostre dentro i musei e nelle nostre famiglie. Abbiamo parlato di colazioni sfiziose e del bisogno di coccolarci un po' usando i piatti del servizio bello o dando il crunch a un'insalata. Abbiamo condiviso gusti, bisogni ed esperienze. Perché il cibo è questo: individualità e insieme condivisione. In leggerezza.

venerdì 2 gennaio 2015

"Food" a Milano



Come hanno fatto gli organizzatori della mostra Food a superare un ostacolo enorme come il fatto di parlare di cibo senza farlo assaggiare? Lo hanno fatto annusare.
Disseminati nelle quattro sale dedicate all’esposizione nel Museo di Storia naturale di Milano ci sono infatti olfattori che permettono di distinguere la differenza, per esempio, tra la clementina, il mandarino e le arance, oppure tra il limone, il lime e il cedro. Si possono annusare il caffè tostato e il cioccolato mentre si tempera. E ci si può mettere alla prova con gli aromi anonimi dell’ultima sezione, quella dedicata proprio alla multisensorialità.
Qui troviamo l’interattivo Twist dei sapori, in cui si devono indovinare le due principali componenti di cibi e bevande talmente comuni sulle nostre tavole che non stiamo più a domandarci di cosa sappiano veramente. Ma chi sa dire quali sono i principali sapori del caffè o del broccolo, per esempio? E dove sentiamo il misterioso umami?
Poggiando su questa base sensoriale si diramano e s’intrecciano le considerazioni scientifiche, economiche e culturali che danno carattere alla mostra. Per esempio, seguendo le vie dei cibi scopriamo da dove provengono l’asparago o la melanzana, ma anche come quelli che oggi consideriamo pilastri della nostra tradizione siano in realtà arrivati da terre lontane, come il pomodoro. Che in origine non era nemmeno rosso come ora ma, appunto, d’oro.
Che cos’è, dunque, quella «tradizione» che molti considerano un dogma? Ripercorrendo la lunga storia dei cereali, da quelli dei nostri antenati agli ibridi attuali, arriviamo all’attacco futurista contro la pastasciutta come "vivanda passatista". Attacco che aveva dietro le quinte la politica nazionalista di incrementare la produzione dell’italico riso contro il grano d’importazione. E fa riflettere pure la millenaria epopea delle patate, con tanto di dati statistici sul loro consumo per quantificare il boom attuale. Un boom che non ha motivazioni stringenti come le guerre e le carestie dei secoli scorsi.
Quanto di tradizionale e quanto di evoluzionistico (in senso scientifico e culturale) mettiamo dunque in bocca? Contro ogni semplificazione, domandiamoci il perché di certe mode alimentari pilotate da interessi  lontani dalla nostra salute. E come ci spinge a fare anche la bibliografia della mostra pubblicata sul sito, riflettiamo sul fatto che mangiare è una faccenda complessa. Per quanto il filmato con i bambini che assaggiano ci dimostra che tutto parte comunque da lì, dal mettere qualcosa sulla lingua...